II paese di Sarule ha
origini preistoriche, testimoniate da numerosi ritrovamenti del
periodo nuragico. E' situato nella Barbagia di Ollolai, dominio
nel profondo medioevo del mitico Ospitone, al quale si era rivolto
Papa Gregorio Magno per sollecitare la conversione al cristianesimo
dell'intera popolazione della zona. Posto alle pendici del Monte
Gonare ha un altitudine media di 650 mt; esposto a sud-ovest dove
spazia per un lungo tratto senza ostacoli sui paesi dell'alto oristanese
(Abbasanta, Ghilarza, Santulussurgiu, Sedilo, ecc.), sulla catena
del Marghine e sui versanti orientali della Planargia e del Goceano.
Il suo territorio è esteso per oltre 52 Kmq e confinante
con Ollolai, Orani, Olzai, Ottana e Mamoiada, presenta una grande
differenza altimetrica, si passa infatti dai 215 mt della valle
di "Ghirthoe" verso Ottana fino ai 1086 mt del Monte di
Gonare. L'economia del paese è a carattere misto, una parte
della popolazione opera nerll'industria, nell'artigianato e nel
terziario, ma rimane prevalente il settore agro-pastorale. Nel campo
del'artigianato tessile Sarule gode di una fama consolidata per
i suoi tappeti (sas burras), si tratta di filati di lana grezzi
di pecora sarda, lavorati a mano in telai verticali. Nel centro
abitato sono presenti quattro chiese: San Michele Arcangelo, ultimata
è aperta al culto nel 1814 è la chiesa parrocchiale,
la quale all'interno è abbellita da quattro icone del pittore
M. Delitala; decisamente più antica è la chiesa della
Madonna del Rosario, risalente ai primi del 1200 e ricostruita sulle
fondamenta della chiesa dedicata a San Nicolò di bari, le
altre due chiese sono quelle dedicate a Sant Antonio da Padova,
con all'interno pala del pittore Sarulese De Gonare, e quella di
Santa Croce. A queste chiese vanno aggiunte quelle campestri di
San Bernardino e di Nostra Signora di Gonare, posta sulla cima dell'omonimo
monte e che merita un capitolo a parte.Tra le antiche tradizioni
del paese sopravvivono i riti della settimana santa. Particolarmente
suggestivo è "s'iscravamentu" del venerdì
santo, vero e proprio teatro sacro in costume, con i priori dei
vari oratori del paese abbigliati da Giudei. |