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Maschera a Gattua Maimonea Maschera a GattuaMaschera a Gattu

"Sa Maschera a Gattu"

Fin dal lontano 1850, anno in cui si hanno notizie certe, mascherarsi "a Gattu" e' sempre stato molto comune a Sarule. E' forse una delle maschere piu' famose, citata anche dalla scrittrice Grazia Deledda, nel suo romanzo "Elias Portolu".

La maschera indossa: "duos oddes" (due gonne del costume) al rovescio per nascondere i ricami e garantire l'anonimato; una copertina bianca sulla testa come simbolo della nascita; un velo nero davanti al viso come emblema della morte; e una fascia rossa intorno al capo per simboleggiare il matrimonio.

"Sa Maschera a Gattu" la si puo' ammirare anche nella versione con una sola gonna (sempre al rovescio) allacciata al collo e indossata sopra "sos pantalones a s'isporta" con "sos cambales" e "sos cosinzos".


"Su Maimone"

Questa maschera e' simbolo di buon auspicio; anticamente era un fantoccio che veniva esposto nei campi per scongiurare e augurare una buona annata per i pastori.

L'abbigliamento e' composto da: "su gappottinu", "pantalonese a s'isporta", "sos cosinzos" e "sos cambales". Il viso e' coperto da una maschera molto particolare realizzata con "pane de morisca" cioe' la foglia dei fichi d'India essicata.

Un tempo, un fantoccio con le stesse sembianze veniva trainato da un carro per i buoi per le vie del paese accompagnato da una filasstrocca:

"Lori, lori lu moimus

Su maimone

Issentiu mannu

Si non cioghede occannu

Mazzude t'isperdimus". .....


In occasione di "Cortes Apertas 2007", l'Associazione ha riproposto "Su cojuviu sarulesu", ovvero il matrimonio sarulese, riscuotendo un grande successo tra il pubblico presente, sulla destra si puo' visionare il video; presente anche su Youtube (per l'indirizzo su youtube controllare nella pagina dei video).

 

 

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